giovedì, 3 aprile 2025

 

AC: una bella stOria tra sfide e speranze

di Francesca Conte
vicepresidente Giovani Azione Cattolica parrocchiale di “San Francesco d’Assisi” in Oria

All’ombra della secolare chiesa di San Francesco d’Assisi in Oria, pulsa un’anima viva, fatta di fede, servizio e comunità: è l’anima dell’Azione Cattolica parrocchiale che da generazioni accompagna la crescita spirituale e umana di giovani, adulti e famiglie. Un cammino che si rinnova anno dopo anno, mantenendo quello spirito di accoglienza, condivisione e impegno che da sempre caratterizza il socio di AC.

Nella prima metà del ‘900 alcuni parrocchiani sentirono il bisogno di vivere più attivamente la propria fede, trasformandola in testimonianza concreta. Proprio questa esigenza portò alla nascita dell’AC parrocchiale che, con il sostegno del parroco e in sintonia con il cammino della Chiesa universale, divenne punto di riferimento per la formazione cristiana e personale della comunità. A partire dagli anni ’60, il vento del cambiamento soffiò forte anche tra le mura della nostra parrocchia, aprendo le porte a un numero sempre maggiore di bambini, di giovani e di famiglie desiderosi, non solo di avere un’occasione d’incontro, ma anche di costruire una comunità unita e solidale. Si intraprende un rinnovato impegno nel campo educativo, dando vita a gruppi di formazione per ragazzi e giovani, favorendo il dialogo con le altre realtà territoriali e facendo sì che le attività parrocchiali e le occasioni di incontro si moltiplicassero, assicurando una Chiesa concreta, dinamica, piena di ideali e soprattutto di gioventù.

Negli ultimi decenni, tra un passaggio di testimone e l’altro, la nostra AC parrocchiale ha continuato ad essere una forza motrice e viva, pur adattandosi alle nuove esigenze che la società contemporanea impone. Nonostante i contesti siano cambiati, presentando sfide sempre più complesse, l’Azione Cattolica ha saputo rispondere con rinnovata energia, ampliando la sua proposta formativa e modellandosi per ACR, giovani e adulti. Sarebbe ipocrita, però, dire che è sempre stato facile, che le difficoltà presentate non abbiano incrinato rapporti, che c’è sempre stata una costante fatta di entusiasmo, slancio e leggerezza.

Nel corso degli anni la nostra associazione ha compreso come la parrocchia sia il luogo in cui si spende, sì, la parte più bella del nostro servizio, ma anche la più faticosa. È il luogo in cui i nostri slanci ideali, i grandi progetti e il nostro sguardo verso il cielo si impastano con la terra delle relazioni da costruire e alimentare giorno per giorno. Si impastano, talvolta, anche con le incomprensioni e le difficoltà spicciole che diventano vere fatiche, si trasformano in timidi tentativi di fare bene e, poi, di fare e basta, portando ad uno svuotarsi di obiettivi e persone. Tuttavia, l’esempio di don Giuseppe Leporale e la presenza della presidente Alessia Marinelli, operose e instancabili guide, hanno dato una nuova spinta alla nostra associazione verso vocazione, santità, coraggio, dialogo e responsabilità.

Tra alti e bassi, tra persone nuove e vecchi volti, la nostra AC diventa una realtà che si muove, come dice la nostra presidente diocesana, “tra piazze e campanili”. Un movimento che senza dubbio ci assicura qualche gocciolina di sudore, perché è difficile stare all’interno di grandi cose senza faticare.

L’augurio e la speranza per gli anni a venire sono quelli di agire con il carisma e la volontà di unire, dentro e fuori la Chiesa, rinunciare al comodo “Si è sempre fatto così!”, fare bene nel Suo Nome e cercare costantemente nuove vie, forse più tortuose, ma utili a rinnovare l’AC e far “prendere il largo”